Il Tre Lire di Toscana

Questa è la storia di una delle più importanti rarità della storia filatelica italiana.

Da sempre i collezionisti italiani e non solo, hanno sognato di trovare in una vecchia soffitta del bisnonno o dell’anziano vicino di casa oramai passato a miglior vita, uno di queste assolute chicche: altro che le raccolte ereditate dallo zio che spesso si pubblicano su Francobolli che Passione con il disio di diventare “turisti per sempre”! 

Ma facciamo un passo indietro.

Era il primo gennaio 1860 ed era certamente un epoca di grande vivacità culturale e azione politica. Da li a due mesi, Cavour avrebbe chiesto l’annessione del granducato di Toscana al regno di Vittorio Emanuele II ma , senza che nessun ordine venisse impartito, qualcuno decise di inserire proprio sull’alto valore della serie di francobolli Toscani l’indicazione  IT di Italia accanto al valore facciale: potremmo chiederci se potesse essere un esplicito invito a promuovere l’iniziativa piemontese? In pratica, sebbene l’Italia unita si sarebbe concretizzata solo un anno più tardi, quell’incredibile e rarissimo pezzetto di carta includeva la moneta che sarebbe stata quella del regno (la lira anziché le Crazie , i quattrini e le lire della toscana), e l’indicazione IT ad indicare Italia espressione tabù per molte zone della penisola.

Inoltre il simbolo dei Savoia soppiantò il leone marzocco toscano visto che la casa regnante sino al 1859 guidata dal Granduca Leopoldo II di Lorena, scappò in Austria per evitare scontri con l’esercito franco-piemontese unito per la seconda guerra d’indipendenza.

I Tre lire dell’epoca erano una cifra ragguardevole necessaria in una regione come la Toscana poiché Firenze era una ricchissima città di banchieri e mercanti che aveva esigenza di fare anche corrispondenze raccomandate molto importanti. Questi valori erano emessi in fogli di 5 x 18 esemplari su tre blocchi (270 esemplari a blocco) con margini non dentellati (fare nota) tra uno e l’altro di 1,5 mm: praticamente introvabile un esemplare di tre lire con 4 margini perfetti (consuetudine peraltro dei francobolli toscani).

Questi francobolli vennero usati per 2 anni sino al 1863 e non esiste informazione sicura di quanti ne siano stati emessi, ma è sicuro che tutti gli esemplari non utilizzati a quel tempo furono distrutti.

Grazie all’aiuto di alcuni espertissimi filatelici nella storia (Raffaele Diena e Maurizio Raybaudi tra tutti), si cercarono di documentare la presenza dei tre lire di Toscana al mondo: il loro numero documentato salì nel corso dei 150 anni dell’unità d’Italia ma ad oggi è fermo da anni a 325 esemplari al mondo!

Per far capire quale livello di rarità sia, basti pensare che una normale singola emissione di un francobollo moderno si aggira intorno ai 3 milioni di pezzi.

I 325 esemplari conosciuti ad oggi comprendono:

  • 4 su frammento (di cui uno con altri 3 valori della serie)
  • 2 su lettera con un singolo pezzo: la lettera Faruk (rif. Re egitto) e Rotschild dal nome dei loro possessori
  • 265 divisi in: 2 con timbri a rombo 64 timbrati PER CONSEGNA, 37 timbro a BARRE, 142 timbro circolare e 22 timbro PD
  • 54 nuovi dei quali uno splendido esemplare denominato CHAMPION (che prese addirittura la copertina di life nel 1954)

Di questa famiglia di 325 pezzi color ocra, poco meno di 80 sono certificati come perfetti.

Molti all’epoca tentarono di falsificarlo (visto l’alto valore facciale) e addirittura il famoso falsario francese Jean de Speratì decise di iniziare la carriera criminale di falsario proprio dopo aver preso una solenne cantonata acquistando un presunto tre lire per 100.000 franchi a Parigi nel 1920! Ma questa è un’altra storia che meriterà di essere raccontata.

Adesso quasi tutti questi 325 francobolli che hanno raccontato un pezzo della storia d’Italia, sono in gran parte conservati in musei nazionali: basti pensare agli esemplari del grande collezionista Tapling che ne possedeva 4 con gomma integra regalati poi (insieme a tutta la sua collezione a patto non venisse venduta) al British Museum.

Ma chissà a quali ricchi collezionisti sono finiti i 15 posseduti dal più grande collezionista di tutti i tempi Philippe de Ferrari, che ne possedeva 15 di cui una coppia documentata per fotografia (comprata da Achille chiesa e tagliata negli anni 30) ed una fantomatica striscia intera poi tagliata?

Il sogno e le visioni nelle fantasie di tutti i collezionisti d’Italia per questo pezzo, ha spinto il regista Andrea Pellizzer a girare un film intitolato 3 lire e che narra la storia di 4 infermieri un po’ indecisi sul proprio futuro, ai quali viene rivelato da un moribondo paziente 90 enne l’esistenza di una busta primo giorno d’emissione del tre lire di Toscana e inizia da li la loro disperata ricerca per questo documento storico dal valore inestimabile (il sito di riferimento è www.trelire.com). Un film a mio parere mediocre che, se non altro, ha il pregio di far riferimento a un pezzetto di carta colorato per il quale molti collezionisti sognano.

Insomma anche la filatelia ha accompagnato le trasformazioni in senso democratico della nostra Italia dal 1850 ad oggi; ricordando la moneta comune, uniformando leggi a livello nazionale, e mettendo in comunicazione i ricchi commercianti fiorentini piuttosto che i garibaldini o la gente comune, il popolo.

Oggi l’Italia da una “mera espressione geografica” è divenuta una grande democrazia che ha compiuto oltre 150 anni ma possiamo dire che dal punto di vista filatelico qualcuno del quale non si conosce il nome, stampando quell’esemplare di francobollo con iscritto IT formalizzò la nascita della nostra nazione unitaria di almeno un anno.

Auguro con tutto il cuore agli utenti di Francobolli che Passione, di essere sempre accompagnati dallo spirito giusto e positivo di chi attraverso la raccolta e lo studio di questi pezzi di carta, scopre un mondo nel mondo del mondo conosciuto più semplicemente come collezionismo.

Buona collezione a tutti!!


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Andrea Mei

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